Anche l’Epifania (festa della Befana) ha origini pagane

Come abbiamo già visto con il Natale e il Capodanno, anche l’Epifania (dal greco ἐπιφάνεια, epifáneia –  “apparizione, manifestazione” della divinità) meglio nota come festa della Befana, affonda le sue radici nel paganesimo. Lo stesso termine befana è appunto una trasformazione lessicale di epifania che con il passare del tempo è passata da bifanìa befania fino al termine befana utilizzato ai giorni nostri.

ORIGINE DELL’EPIFANIA

Questa festa ha origine nei riti propiziatori della fertilità che presero forma fra le popolazioni italiche nel X-VI secolo a.C. La credenza voleva che il 6 gennaio, 12 notti dopo la celebrazione del Sol Invictus (il quale ricorreva il 25 dicembre, data in cui in seguito venne stabilito il Natale cattolico), delle ninfe volassero al di sopra dei campi benedicendo il raccolto. Queste entità venivano associate alla dea Diana, divinità non solo della caccia, ma anche dei cicli lunari e delle coltivazioni- e alle sue ancelle, altre volte alla divinità minore Sàtia (dea della sazietà) o ad Abùndia (dea dell’abbondanza).

Un’altra ipotesi collegherebbe la Befana con una antica festa romana, che si svolgeva sempre in inverno, in onore di Giano e Strenia (da cui deriva anche il termine “strenna”) e durante la quale ci si scambiavano regali. Al tempo dei Romani l’Epifania intesa come manifestazione del divino, chiudeva i festeggiamenti per i Saturnalia, le festività in onore del Dio Saturno che sottolineavano il Solstizio d’inverno. Mentre a Roma e nelle grandi città dell’Impero si festeggiava l’Epifania Saturnaliium, nelle zone rurali i contadini accendevano i loro fuochi in onore della Dea Madre al ritmo lunare e non solare.

La Befana richiamerebbe anche alcune figure importate della stessa mitologia germanica, come ad esempio Holda (nel nord della Germania) e Berchta (nel sud della Germania) divinità femminili che controllavano la natura nel periodo invernale.

IL CULTO DELLA MADRE TERRA

La figura della vecchia Befana rappresenta la Madre Terra stanca e vuota dopo aver dato tutti i suoi frutti ed energie all’umanità. Ella vuole solo riposare, lasciarsi incenerire dal fuoco nascente dopo il massimo dell’oscurità, ma prima lascia un suo ultimo dono in ogni casa, nei pressi del focolare, simbolo dell’Asse del Mondo nella società rurale.
Presto alla Madre Terra furono date le fattezze di una Vecchia che, a cavallo di una scopa fatta di rametti secchi, girava di casa in casa lasciando frutta e altre cibarie in dono, specie per i più piccini.

Nacquero così, in quei tempi lontani, riti ancora oggi vivi durante i quali fantocci di legno e paglia rappresentanti vecchie con la scopa erano bruciati in grandi falò attorno ai quali grandi e piccini danzavano.

In genere, la vecchia rappresentava, come detto, la Madre Terra incenerita dal Sole che sarebbe rinata in primavera dalle sue stesse ceneri. Questi falò erano una sorta di esorcismo contro le privazioni passate.

RITI E TRADIZIONI POPOLARI

Questi riti pre-cristiani vengono celebrati ancora oggi specie nell’Italia Settentrionale e, in modo particolare in VenetoPiemonte e Lombardia.

La notte del 5 Gennaio, le oscure pianure venete e friulane si accendono dei mille falò del Panevin, antico rito contadino arcaico legato, appunto, alle celebrazioni solstiziali pre-cristiane. Vengono costruiti falò e gigantesche pire fatte da sterpaglia, rimasugli delle potature, tralci di vite, fascine di rovi ecc.

In cima alla pira è sistemato un pupazzo grottesco, la Befana chiamata “Maràntega” che rappresenta tutte le cose dalle quali liberarsi, come la miseria e le malattie, la carestia e la siccità ecc., che finiscono nel sacco del passato .

Il Piemonte, la Brianza e l’Alto milanese sono anch’esse illuminate da fuochi simili, in onore di una vecchia strega: la Giubiana (il nome varia leggermente secondo il paese) durante la notte dell’ultimo giovedì di Gennaio. Come la Maràntega, anche la Giubiana rappresenta la Madre Terra vecchia e stanca. Anche la pira della Giubiana rappresenta il rogo di un passato carico di cose da dimenticare e bruciare.

L’origine del nome Giubiana è sconosciuta, tuttavia, molti riconducono questa celebrazione al culto di Giove e Giunone, divinità tutelari della famiglia, rappresentanti il Cielo e la Terra.

Secondo la tradizione popolare la Giubiana è una strega, spesso magra e dalle gambe molto lunghe vestite da calze rosse. Vive nei boschi e, grazie alle sue lunghe gambe, non mette mai piede a terra, ma si sposta di albero in albero. Così osserva tutti quelli che entrano nel bosco e li fa spaventare, soprattutto i bambini. Ogni ultimo Giovedì di Gennaio va alla ricerca di qualche bambino da mangiare.

BASILIDE E GLI ERETICI GNOSTICI

Dal II secolo d.C. i seguaci dello gnostico alessandrino Basilide, iniziarono a festeggiare il battesimo di Cristo il 6 gennaio, questo perché secondo loro la natura divina di Gesù si manifestò nel momento del Suo battesimo e non della Sua nascita negando così la divinità di Cristo.

Nella tradizione pagana del dionisismo, il 6 gennaio si celebrava una festività in relazione all’allungarsi del giorno, e proprio ad Alessandria, città di Basilide e dei suoi seguaci, si festeggiava quel giorno la nascita di Eone dalla vergine Kore, e, in aggiunta, quel giorno era anche consacrato ad Osiride (il dio egiziano della morte e dell’oltretomba). La scelta di festeggiare il battesimo di Cristo il 6 gennaio non fu casuale, perché diede l’opportunità ai seguaci di Basilide di proclamare ai pagani che l’Essere divino apparso nel mondo era in realtà Cristo.

Ma attenzione: gli eretici gnostici NON credono che Gesù sia il Cristo, perché secondo loro il Cristo che è bene spirituale assoluto non poteva rivestire un corpo mortale, in altre parole non poteva unirsi alla materia identificata da loro come il male. Per gli gnostici Cristo dimorò in Gesù dal momento del Suo battesimo fino alla sofferenza della croce, lasciando morire sulla croce il Gesù uomo.

Ma questa distinzione è falsa e satanica in quanto nega che Gesù è il Cristo mentre la Bibbia in più punti afferma questa verità e cioè che Gesù è sempre stato il Cristo sin dalla Sua nascita (cfr. Matteo 16:16,20; Marco 14:61-62; Luca 2:11; Giovanni 20:31 solo per citarne alcuni…).

La Bibbia dice che chi nega che Gesù è il Cristo è un anticristo:

“Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Egli è l’anticristo, che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non ha neppure il Padre; chi riconosce pubblicamente il Figlio, ha anche il Padre.”  (1 Giovanni 2:22-23)

Nella prima metà del IV sec. la Chiesa d’oriente iniziò a celebrare l’Epifania come nascita di Gesù (notte fra il 5/6) e il suo battesimo il 6 gennaio questo perché a differenza degli eretici gnostici credeva che l’apparizione sulla terra di Cristo coincidesse con la nascita di Gesù.

In conclusione abbiamo dimostrato che l’Epifania è l’ennesima festa pagana mascherata che non trova alcun riscontro nella Bibbia.

Gianluca Colucci

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